Cognome e nome
LONGO Antonio MACCHIAROLI Teresina

Residence
BELLOSGUARDO SALERNO
CAMPANIA

Data di Arrivo
ANTONIO: 20 maggio 1904
TERESINA: 19 maggio 1905

Età all'Arrivo
ANTONIO: 28
TERESINA: 23

Stato Civile
SPOSATO

Porto di Partenza
NAPOLI


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 LONGO Antonio  e  MACCHIAROLI Teresina
di Barbara Tardugno-Cardino Florio
SALERNO
Alcune delle parole utili a descrivere mio nonno Antonio Longo sono tenero, affettuoso, giocoso, gentile, religioso, lettore della Bibbia. Era un bell'uomo con gli occhi blu ed i capelli rossi, che più vanti divennero grigi, ed alto circa 5' 7" sebbene mi fosse sempre sembrato più alto. Antonio nacque il 26 Aprile 1876 da Giuseppe Longo e Maria Carmela Longo. La sua era una famiglia di contadini. Appartenevano alla parrocchia di S. Michele Arcangelo a Bellosguardo. I sui fratelli e sorelle sono: Angela Benengna nata nel 1874, Francesco, nato nel 1878, Rosina, nata nel 1879, Giovanni Agostino nato nel 1883 ed Arsemio nato nel 1881.

Tersa Macchiaroli era una persona tenera, scherzosa e felice. Nacque il 24 Settembre 1881 da Maria Luigia Salerno e Salvatore Macchiaroli. Nacquero tutti a Bellosguardo ma alcuni bisnonni erano di Ottati e Castel S. Lorenzo, sempre a Salerno. Salvatore Macchiaroli e Maria Luigia Salerno ebbero sei figli. Dal più vecchio Amalia, Teresina, Rosario, Oreste, Carolina e Achille.

I genitori di Teresina possedevano un mulino, quindi non erano esattamente poveri. Assunsero tanti abitanti di Bellosguardo per lavorare lì. Da ragazzina la nonna aveva un pony tutto suo. Suo padre viaggiava per affari ed andò in Perù, Sud America, per investire in immobili e per vendere il suo vino (che diventò aceto). Risultò disperso per sette anni tra gli indigeni, fino a quando non fu ritrovato da una pattuglia e così poté tornare a casa.

Teresina ed Antonio s'innamorarono, ma per sposarsi dovettero aspettare l'approvazione del padre, che stava tornando dal Sud America. La madre voleva che Teresina sposasse qualcuno più benestante di lei, ma suo padre voleva ad ogni costo la sua felicità. Si sposarono il 13 Settembre 1902 ed ebbero due figli in Italia, Joseph e Mary. Il nonno provò a lavorare per la Macchiaroli, ma la nonna capì che quello non era il suo lavoro, così parlarono di venire in America.

Il Nonno venne in America per la prima volta ed andò a Pittsburgh con altri compaesani a lavorare nelle miniere. Non era soddisfatto del lavoro, quindi se ne tornò in Italia con altri. Poi venne a Philadelfia il 20 Maggio 1904 sulla nave a vapore "Il Piemonte", partendo da Napoli ed arrivando ad Ellis Island, a New Jork. Venne con suo fratello Giovanni Agostino che, secondo i registri, aveva 14 anni, ed andò a vivere con suo cugino Giuseppe Palamone a Sud Philadelfia. Più tardi Giovanni tornò in Italia e vi rimase.

Teresa lasciò Napoli il 30 Aprile 1905 con la compagnia navale "La Veloce" sulla nave "Città di Reggio" ed arrivò a New York, ad Ellis Island, il 19 Maggio 1905. Con lei viaggiavano i suoi due primi figli Joseph e Mary (registrata come Louise). Come tutte le donne italiane s'imbarcò con il nome da ragazza, Macchiaroli, mentre i figli furono registrati con il cognome del padre, Longo. Anche i suoi due fratelli lasciarono l'Italia per Pittsburgh, e quando la andavano a trovare, lei faceva sempre gran festa per loro. Durante le mie ricerche di genealogia degli ultimi anni, ho trovato molti eroi di nome Macchiaroli, ed uno di loro era Rosario Macchiaroli.

Antonio fu naturalizzato l'11 Settembre 1911. Il suo nome è sul Muro degli Onori ad Ellis Island, così come quello di mia nonna ed i genitori del padre, Maria Giuseppa Albano e Giuseppe Tordugno. Quest'anno ho registrato i miei genitori, Luoise Longo e James Cardino, anche se loro nacquero in America. Mia madre Louise (Luigia) incontrò mio padre grazie alla zia di lui che viveva a Philadelfia. Prima della cerimonia di nozze mia madre uscì sul balcone della stanza da letto dei nonni e mio padre nel mezzo della festa gli fece una serenata. Questa era una tipica tradizione degli Americani nati a Philadelfia. Dopo il matrimonio lei si trasferì a Brooklyn, dove nacquero i loro quattro figli. Facevamo spesso avanti ed indietro per far visita ai nonni, e lo facciamo ancora oggi.

Intorno al 1910, il nonno si fece costruire una casa al 526 di Carpenter Street, via che intersecava Fairhill Street tra la Quinta e la Sesta strada a Philadelfia. Fairhill Street era una stradina così stretta che ci poteva entrare solo una macchina piccola, e si doveva procedere piano. Scelse quel posto per poter essere vicino al pontile dove comprava la frutta, la verdura ed il pesce da vendere.

La nonna si sedeva dietro il registratore di cassa con una macchina da cucire e preparava vestiti per i suoi figli. Il nonno aveva un cavallo chiamato Dick ed un carretto con cui vendeva  generi alimentari. Come negozio usava anche il salottino nella parte anteriore della casa ed il marciapiedi antistante. Io ed i miei cugini ci siamo fatti tantissime foto su quel carretto e sul cavallo.

Alla fine di Carpenter Street, ma nello stesso quartiere, il nonno possedeva un appezzamento vuoto che usava come orto. Da ragazzi ci andavamo spesso. Il posto preferito dal nonno per leggere la Bibbia era su una poltrona in pelle vicino alla finestra in sala da pranzo. Per mangiare si aspettava tutti che il nonno avesse finito le sue preghiere.

Fu severo nel crescere i figli. Mi ricordo una storia che mia madre mi raccontò di quando loro andavano alla scuola cattolica di St. Mary Magdalene di Pazzi. Un ragazzo americano prese in giro mia madre, i suoi fratelli e le sue sorelle dicendogli nomi come "italiani" e cose del genere. Il nonno andò verso di lui facendogli notare che la carnagione dei suoi figli era più chiara della sua, quindi gli diede uno scappellotto sulle orecchie. Religioso e calmo com'era non permetteva a nessuno di prendersela con i suoi figli. Apparteneva ad una società in cui tutti i membri indossavano guanti bianchi. Era un gruppo di italiani che si incontrava solo di Domenica. Era attivo anche in centri sociali che organizzavano campi per ragazzi. La nonna lì insegnava a fare il merletto. Non tanta gente sapeva fare il merletto ed i ragazzi erano felici che ci fosse lei ad insegnarglielo.

Il cibo che non veniva venduto in giornata veniva usato per la famiglia. La nonna contava i soldi quando il nonno tornava dal lavoro. La cena era pronta alle 6 del pomeriggio. Un giorno mentre nonno era al lavoro, una scheggia gli colpì un occhio accecandolo. In effetti, è possibile che questa cosa sia capitata durante il suo primo viaggio a Pittsburgh o più tardi a Philadelfia nella cava, perché abbiamo tutti una versione diversa. Pregarono tutti S. Lucia e fecero voto di chiamare così, Lucy (Lucia), la prossima figlia femmina. L'occhio guarì davvero.

Il nonno adorava cantare, e così anche i suoi figli. Cantavano tante canzoni assieme e lo Zio Sam e lo Zio Victor li registravano sui dischi. Quando ci raduniamo ascoltiamo ancora oggi quei dischi e quelli dell'intera famiglia. Questi dischi sono stati passati su cassetta e quasi tutti i cugini ne hanno una copia. Ci sono tante canzoni in cui il nonno ed i suoi figli cantano la canzone del Cavallo in Italiano. C'è anche registrata la nonna che canta "God Bless America" stonata. Che tesoro sono per noi quelle registrazioni.

Il nonno sedeva i suoi nipoti sul termosifone in cugina e cantava le canzoni in Italiano della pasta e dei piselli. "Pasta e Pacella e colore di con ella e cusanta mesi". Adoravamo stargli attorno, ed eravamo molto orgogliosi di lui.

Tersina morì il 20 Novembre 1946 all'età di 65 anni. Philadelfia era una città di quartieri misti e la nonna era stata gentile e disponibile con gente di tutte le razze. Al suo funerale gente di tutte le parti seguì la sua bara fino in chiesa.

Un giorno mentre il nonno lavorava in giardino, cadde rompendosi l'anca sinistra. Insorse la cancrena ed il veleno si diffuse per tutto il corpo avendo effetti sul cuore. Mi ricordo che per un po' camminò curvo e che sospettavamo che potesse avere l'osteoporosi. C'era un usanza quando qualcuno moriva, quella di attaccare un grande fiocco alla porta d'entrata con le indicazioni riguardo al funerale. Il fiocco per il nonno fu appeso il 30 Luglio 1954. Morì all'ospedale Jefferson. Era stato operato all'anca sinistra il giorno precedente. Raggiunse la nonna nel il cimitero di Holy Cross il 3 Agosto.

Il nonno era l'ultimo tra i nonni rimasti e ci manca così tanto. Lasciarono 10 figli, 30 nipoti e solo il Signore sa quanti pronipoti. Loro rimarranno per sempre nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere come nonni gentili ed affettuosi. Immagino che, alla fine, il nonno volesse solo raggiungere la sua Teresina.

             
(sinistra) ANTONIO LONGO & TERESINA MACCHIAROLI    (destra)ROSARIO MACCHIAROLI

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