Salvatore Messina - Le poesie
| L'alba L'alba s'è spogliata del vestito rosa; nuda ora m'appare di grazia alla pelle e brezze. L'aria è grigia Non piangono d'azzurro gli occhi ch'io non vedo. L'aria è grigia un velo ci separa come fosse un muro d'acciaio ed io a consumare impotente dolci natalizi. Caro me stesso Caro me stesso solo come sei porta la tua goccia ad una d una al mare; forse vedrai domani forse nuovi tramonti. Come un bambino Mi sono addormentato come un bambino; avevo lei nel cuore e tanta pace. Dalle vette Eppure dalle vette è bella. Quanta magnificenza; povera terra mia. |
Dov'io m'appiglio Dov'io m'appiglio difficile è il distacco; scontate evoluzioni tra seno e spasmi al ventre. Giovane amore Giovane e bella lei perfetta nei suoi sedicianni e la sua casa ed il giardino coi fiori rosate delle mele cangianti i prati esposti al sole coi grilli saltellanti. L'inverno subentrò in bianco e nero; rubò le fantasie ed il nostro giovane amore. Povero amore mio. Haiku: Brezze Brezze moventi nell'acqua salata: veleggiare. Lucciola Lucciola l'alba mattiniera. Splendea poi ai colli meriggi d'oro a fine sera. Mio figlio Io nelle mani del vento m'involo in spazi sconfinati. Intono canti inni a labbra chiuse mentre mi perdo tra luci di candele concerti dediti alle stelle. Estasiato è il cuore negli occhi di mio figlio. E vivo. |
Lo scarpone Un passo dopo l'altro con fatica s'innalza lo scarpone alla montagna; sentieri nuovi traccio all'orizzonte con l'animo gioioso e il cuore in gola. Quando alla vetta appoggio le mie labbra il mondo s'allontana ed io rimembro. Schizza l'armonica goccia fattasi su nembi bianchi rara poesia. Sola Era sola quel giorno al porto; sola come l'anima mia. Son io Non sono stelle quelle che sappiamo in cielo o forse quelle d'altri lontani mondi né quelle di mia madre spentasi alla terra. Non sono stelle illuminanti ora il viso le mie mani o i sogni o l'albe rinnovate in cima alle montagne i piccoli cristalli o dei santi le parole. Piccola mia son io che vivo nei tuoi occhi. |
Tu che non sai Tu che non sai dei cieli a monte del bianco seno di una madre non mi sporcare gl'innocenti le tenere armonie del ventre. Tu che non sai di latta arroventata. Tu che non sai deponi l'armi. Volo Volo gli spazi delle aquile dove l'azzurro all'orizzonte contorna le montagne. Volo i silenzi delle notti e quelli dei bambini l'amore delle madri a pregare. Volo l'abbraccio degli amici o quanti soli piangono la croce o il martirio: Volo a mani giunte e mentre guardo il cielo un'altra lacrima mi solca il viso. |
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